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Isole Tremiti

L’arcipelago delle Isole Tremiti riserva marina protetta, incluso nell’Ente Parco Nazionale del Gargano, dista 21 Km. a Nord del promontorio del Gargano, e si può raggiungere con numerosi traghetti che partono durante la mattinata dagli svariati porti dei diversi paesi del Gargano bagnati dal mare quali Marina di Lesina, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata, Manfredonia.

Le Isole Tremiti sono caratterizzate da numerose grotte marine, da un meraviglioso scenario di coste rocciose calcaree e insenature, cale, falesie e faraglioni.

Attracco Isole Tremiti

Le Isole Tremiti sono composte da tre isole: l’Isola di San Nicola, l’Isola di San Domino, Capraia e la più piccola distante e isolata Pianosa insieme ad altri scogli di cui il più grande e principale è il Cretaccio seguito dalla Vecchia, scoglio piccolo e scuro.

I fondali delle Isole Tremiti, hanno un importantissimo valore naturalistico, la particolare limpidezza delle acque, permette di osservare già a pochi metri di profondità ricci e stelle marine, spugne colorate e anelli con variopinti ventagli.

Panorama Isole Tremiti

Più in profondità si trovano rigogliose e variopinte gorgonie, nelle quali è possibile vedere Castagnole, Cernie, Murene, Granchi e Aragoste.

I fondali delle Isole Tremiti riservano alcune tra le più belle immersioni del Mediterraneo.

Dell’intero arcipelago delle Isole Tremiti sono abitate soltanto l’Isola di San Nicola e l’Isola di San Domino che rappresentano il nucleo delle Isole Tremiti, il cui nome deriva dal “Tremore” dei terremoti che caratterizzano queste isole.

Le Isole Tremiti, presentano un clima Mediterraneo, caratterizzato da favorevoli aspetti climatici; con inverni miti ed estati calde, con un breve periodo di aridità estiva.

Le precipitazioni sono concentrate per lo più nel periodo autunnale ed invernale, con venti provenienti dal 2° quadrante (Levante, Scirocco etc…) e dal 4° quadrante (Ponente, Tramontana, Maestrale etc…).

Panorama Isole Tremiti

Per quanto riguarda lo stato del mare, è molto favorevole nel periodo estivo, mentre nel periodo autunnale ed invernale sono più frequenti burrasche e mareggiate.

La più piccola isola tra le tre principali delle Isole Tremiti è l’isola di San Nicola, centro storico, religioso e sede del comune.

Qui sorge l’abbazia di Santa Maria a mare, fondata nel 1045 dai benedettini di Montecassino di cui furono proprietari per circa 100 anni.

Si pensa che la chiesa fu edificata su fondazioni alto medievali e che venne ristrutturata e trasformata più volte nel XV, XVII e XVIII secolo.

L’abbazia di Santa Maria a mare, è un esempio di fusioni tra l’arte romanica e bizantina, con meravigliose caratteristiche stilistiche dei canoni benedettini e cistercensi.

Panorama Isole Tremiti

All’interno dell’abbazia la pavimentazione è costituita da un particolarissimo e grandioso mosaico, risalente all’XI e XII secolo; sono presenti 2 altari, nell’altare maggiore vi è un pregevole polittico ligneo, che rispecchia anche un bellissimo crocifisso ligneo scolpito nel 200 da un anonimo scultore.

Dopo i benedettini l’abbazia fu fortificata da Carlo D’Angiò, ma nel 1300 venne saccheggiata dai pirati di Almissa, che distrussero la fortezza e uccisero i monaci.

Nel 1412 l’abbazia fu ripopolata dai monaci di Leone da Carrara, che ristrutturarono e la trasformarono in una vera fortezza, ed è proprio in questo periodo che l’abbazia estese i suoi possedimenti sul Gargano.

Nel 1783 il re di Napoli Ferdinando IV chiuse il monastero e nel 1792 istituì nell’isola di San Nicola una colonia penale.

In seguito, il governo italiano usò il monastero delle Isole Tremiti come colonia per domiciliari coatti e durante il fascismo fu un rifugio per i confinati politici.

La più grande isola dell’arcipelago è l’Isola di San Domino che fu soprannominata “l’orto del Paradiso” dai monaci di Leone da Carrara.

Infatti presenta una meravigliosa vegetazione lussureggiante di pineta e macchia mediterranea, ed è la più bella isola sotto il profilo paesaggistico.

Presenta lungo la sua costa, ampie spiagge e spettacolari calette come Punta del Pigno, Punta dell’Elefante, Cala Martano, Cala delle Roselle e molte grotte quali Grotta delle Viole, Grotta del Bue Marino dove si annidava un tempo la foca mediterranea, una specie di foca in via d’estinzione, Grotta delle Murene fino alla Cala Rossa e alla Cala degli Inglesi.

Altre meraviglie della natura sono la Grotta della Rondinella e quella del Coccodrillo, splendidi itinerari da percorrere in barca.

Attracco Isole Tremiti

L’Isola di Capraia è completamente disabitata ma ugualmente affascinante. E’ molto rocciosa e scoscesa lungo la costa, e pianeggiante sulla sommità. Anche in quest’isola sono presenti numerose grotte marine dagli splendidi riflessi dell’acqua.

LINGUA:

Nell’arcipelago delle Isole Tremiti la popolazione parla una lingua napoletana, precisamente il dialetto ischitano, anzichè il dialetto garganico parlato nella vicina terraferma.

Alle Isole Tremiti viene parlata questa lingua perché nel 1843 furono insediate da Ferdinando II, accompagnato da mercanti del Regno delle due Sicilie e da pescatori ischitani, che continuarono a parlare e a diffondere nel tempo la lingua d’origine.

FAUNA:

La fauna ittica delle Isole Tremiti è ricca di cefali, occhiate, saraghi, triglie e grosse cernie. Sono presenti nei crepacci numerose aragoste e ricci.

LEGGENDA:

Le Isole Tremiti sono abitate sin dai tempi antichi; il loro nome d’origine era Insulae Diomedeae, derivante dal nome dell’eroe greco Diomede.

Nella leggenda si narra che l’eroe Diomede, tornato ad Argo dopo un lungo viaggio, venne a sapere del tradimento della moglie Egialea, riprese così il suo lungo viaggio con i suoi compagni; giunto nell’Adriatico, sbarcò nella Daunia fondando numerose città tra le quali Canosa, Benevento e Brindisi; proseguendo il suo viaggio scoprì il meraviglioso arcipelago delle Isole Tremiti che da lui presero il nome; qui si stabilì per il resto dei suoi giorni.

Alla sua morte la dea Venere trasformò i suoi compagni in uccelli più piccoli dei gabbiani e dal becco giallo che portano ancora oggi il nome di Avis Diomedee e Procellarie, i cui versi ricordano un stridulo lamento simile ad un pianto, per ricordare in eterno la morte del loro re Diomede.

Panorama Isole Tremiti

Allo scoglio del Cretaccio invece è legata una macabra leggenda che parla di un uomo che si aggira di notte, soprattutto in presenza di bufere e tempeste, reggendo tra le mani la sua testa; si parla del fantasma di un detenuto, evaso dalla colonia penale che era presente un tempo nell’arcipelago delle Isole Tremiti che, venne ricatturato e in seguito decapitato proprio sullo scoglio del Cretaccio, popolando ogni notte lo scoglio delle sue spaventose urla.

Altra macabra leggenda viene attribuita allo scoglio della Vecchia; si parla del fantasma di una vecchia da cui deriva il nome dello scoglio,che compare prima di ogni temporale. Si tratta dello spirito di una strega, in epoca proprietaria dello scoglio.

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